4) Kant. Giudizi sintetici ed analitici.

In questa lettura Kant ci presenta la distinzione fra giudizi
sintetici ed analitici. I primi sono quelli in cui il predicato
appartiene totalmente al soggetto, i secondi quelli che sono
collegati all'esperienza.
I. Kant, Critica della ragion pura, Introduzione alla seconda
edizione (pagine 356-357).

In tutti i giudizi, in cui  pensata la relazione di un soggetto
col predicato (per considerare solo gli affermativi, perch  poi
facile la applicazione ai negativi), questa relazione  possibile
in duplice maniera. O il predicato B appartiene al soggetto A come
qualcosa che  contenuto (in modo riposto) in questo concetto A;
ovvero B  posto interamente fuori del concetto A, sebbene sia in
connessione con esso. Nel primo caso dico il giudizio analitico,
nel secondo caso sintetico. I giudizi analitici (affermativi) sono
dunque quelli in cui la connessione del predicato col soggetto 
pensata mediante identit, mentre quelli, in cui questa
connessione  pensata senza identit, si devono chiamare giudizi
sintetici. I primi si possono anche chiamare giudizi dichiarativi,
i secondi giudizi estensivi: perch quelli nulla aggiungono al
concetto del soggetto mediante il predicato, ma dissezionano
questo sol mediante anatomia nei suoi concetti parziali, che gi
erano pensati in esso (sebbene confusamente); all'incontro
quest'altri aggiungono al concetto del soggetto un predicato, che
in quello non era affatto pensato, e che non avrebbe potuto esser
ricavato da nessuna anatomia di esso. Per esempio, quando io dico:
tutti i corpi sono estesi, questo  un giudizio analitico. Perch
io non posso procedere oltre il concetto che congiungo con la
parola corpi, per trovare l'estensione come connessa con esso,
ma soltanto posso anatomizzare quel concetto, cio diventare
soltanto consapevole del molteplice che ognora penso in esso, per
trovarvi quel predicato: si tratta dunque di un giudizio
analitico. Per contro, quando io dico: tutti i corpi sono pesanti,
il predicato  alcunch di interamente diverso da ci che io penso
in generale nel puro concetto del corpo. L'attribuzione di un tale
predicato ci d dunque un giudizio sintetico.
I giudizi di esperienza, come tali, sono tutti quanti sintetici.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciassettesimo, pagina 205.

G. Zappitello, Antologia filosofica, Quaderno secondo/8. Capitolo
Tredici.
5) Kant. Sono possibili giudizi sintetici a priori?.

Dopo aver affermato che i giudizi matematici sono tutti quanti
sintetici e che la scienza della natura (la fisica)  composta da
giudizi sintetici a priori, Kant conclude che il compito della
ragione pura sar quello di dimostrare come i giudizi sintetici a
priori siano possibili. E' cos tracciato il piano dell'opera.
I. Kant, Critica della ragion pura, Introduzione alla seconda
edizione (pagine 356-357).

1.  I giudizi matematici sono tutti quanti sintetici. Questa
proposizione sembra finora sfuggita alle osservazioni degli
anatomisti della ragione umana, anzi essere esattamente opposta a
tutte le loro supposizioni; sebbene essa sia incontestabile, e nel
seguito, di grande importanza. Poich, infatti, si trov che i
ragionamenti dei matematici procedono tutti secondo il principio
di non contraddizione, (il che  richiesto dalla natura di ogni
certezza apodittica), si venne nella convinzione che anche i
princip fossero conosciuti movendo dal principio di non
contraddizione. Ma in ci essi erravano perch una proposizione
sintetica pu in ogni caso essere approfondita secondo il
principio di non contraddizione, ma soltanto col presupporre
un'altra proposizione sintetica, dalla quale essa pu venire
inserita, non mai per se stessa.
Anzitutto si deve osservare che le proposizioni matematiche vere e
proprie sono ognora giudizi a priori e non empirici, perch esse
recano con s necessit, che non pu essere tolta dall'esperienza.
Anche se ci non si voglia concedere, bene: io limito la mia
proposizione alla matematica pura, il cui concetto gi porta con
s, che essa non contenga conoscenza empirica, ma solo pura
conoscenza a priori.
Tanto meno  analitico un principio fondamentale della pura
geometria. Che la linea retta sia la pi breve tra due punti, 
una proposizione sintetica. Perch il mio concetto della retta non
contiene nulla che riguardi la grandezza, ma solo una qualit. Il
concetto del pi breve viene dunque interamente aggiunto, e non
pu essere ricavato mediante nessuna analisi dal concetto della
linea retta. Quindi deve esser qui chiamata in aiuto l'intuizione,
per mezzo della quale soltanto la sintesi  possibile.
Solo un piccolo numero di princip fondamentali, che i geometri
sogliono premettere, sono effettivamente analitici e si fondano
sul principio di non contraddizione; ma essi servono anche
soltanto come proposizioni identiche per la concatenazione
metodica, e non come princip; per esempio: a = a, il tutto 
uguale a se stesso; oppure (a + b) > a cio, il tutto  maggiore
della sua parte. E per anche questi, sebbene essi abbiano valore
di meri concetti, sono ammessi nella matematica solo perch essi
possono venir esposti in forma intuitiva.
2.  La scienza della natura (la fisica) contiene in s giudizi
sintetici a priori come princip. Io addurr ad esempio soltanto
un paio di proposizioni; come quella, che in tutti i mutamenti del
mondo corporeo la quantit della materia rimane invariata, o
quella, che in ogni trasmissione del movimento, l'azione e la
reazione devono essere ognora uguali fra loro. Per entrambe  in
chiaro non solo la necessit, anzi la sua origine a priori, ma
altres che esse sono proposizioni sintetiche. Poich nel concetto
della materia io non penso, per me, la persistenza, ma solo la sua
presenza nello spazio mediante il riempimento di questo. Dunque io
procedo effettivamente oltre il concetto di materia, per
attribuirgli a priori qualche cosa, che in esso non pensavo. La
proposizione non  dunque analitica, ma sintetica, e perci
pensata a priori: e cos per le altre proposizioni della parte
pura della scienza della natura.
3.  Nella metafisica, anche a considerarla soltanto per una
scienza fin qui non pi che tentata, ma pure indispensabile per la
natura della ragione umana, debbono essere contenute conoscenze
sintetiche a priori. Quindi essa non ha d'uopo di analizzare
semplicemente concetti, che noi formiamo a priori delle cose, e
con ci dichiararli analiticamente. Bens  che noi vogliamo
ampliare la nostra conoscenza a priori, per il quale scopo ci
dobbiamo servire di tali princip fondamentali che aggiungano
oltre il concetto dato qualche cosa che in esso non era contenuto,
e mediante giudizi sintetici a priori procedano pure cos oltre,
che la stessa esperienza non ci pu seguire cos lontano; per
esempio, nella proposizione: il mondo deve avere un primo
cominciamento, e cos via. Cos la metafisica consiste, almeno
secondo il suo scopo, di evidenti proposizioni sintetiche a
priori.
Il problema proprio della ragion pura  allora contenuto nella
questione: Come sono possibili giudizi sintetici a priori?.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciassettesimo, pagine 206-208.
